La difterite è oggi una malattia rara in Italia, ma non è scomparsa. Conoscerla e mantenere aggiornate le vaccinazioni rappresentano il modo più efficace per proteggere sé stessi e contribuire alla tutela dell’intera comunità.
Che cos’è la difterite?
La difterite è una malattia infettiva causata principalmente dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Alcuni ceppi producono una tossina che, dopo essersi diffusa nell’organismo attraverso il sangue, può danneggiare organi importanti come il cuore, i reni e il sistema nervoso. L’infezione interessa soprattutto il naso, la gola e le tonsille, ma può presentarsi anche in forma cutanea.
Grazie alla diffusione della vaccinazione, in Italia e negli altri Paesi europei la difterite è diventata molto rara. Il rischio, tuttavia, non può essere considerato completamente eliminato, soprattutto nelle persone non vaccinate, con richiami non aggiornati o che viaggiano in aree nelle quali la malattia è ancora presente.
Come si trasmette?
La difterite si trasmette principalmente da una persona infetta attraverso le goccioline respiratorie emesse parlando, tossendo o starnutendo. Il contagio può verificarsi anche attraverso il contatto diretto con secrezioni o lesioni cutanee infette e, più raramente, mediante oggetti contaminati.
Anche chi presenta sintomi lievi o non manifesta disturbi evidenti può essere portatore del batterio e contribuire alla diffusione dell’infezione. Per questo motivo, in presenza di un caso sospetto, è necessario rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari e attenersi alle indicazioni ricevute.
Quali sono i sintomi?
I sintomi compaiono generalmente da due a cinque giorni dopo l’infezione e possono comprendere:
- mal di gola e raucedine;
- febbre e brividi;
- stanchezza intensa;
- secrezioni nasali;
- ingrossamento dei linfonodi del collo;
- difficoltà respiratoria o respiro accelerato;
- formazione di una caratteristica membrana grigio-biancastra nella gola o sulle tonsille.
Nella forma cutanea possono invece comparire lesioni che tendono a ulcerarsi e a ricoprirsi di una membrana grigiastra.
I sintomi iniziali possono assomigliare a quelli di altre infezioni delle vie respiratorie. La diagnosi, pertanto, deve essere effettuata dal medico e confermata, quando necessario, attraverso specifici esami di laboratorio.
Perché può essere pericolosa?
La gravità della difterite è legata soprattutto alla tossina prodotta dal batterio. Questa può causare complicanze cardiache, neurologiche e respiratorie anche importanti. In particolare, la formazione della pseudomembrana nella gola può ostacolare la respirazione, mentre la diffusione della tossina può interessare il cuore e altri organi vitali.
In caso di difficoltà a respirare, gonfiore marcato del collo, grave debolezza o presenza di una membrana grigiastra nella gola, è necessario richiedere immediatamente assistenza medica. Non bisogna tentare di rimuovere autonomamente eventuali placche o membrane.
La vaccinazione è la principale forma di prevenzione
La strategia più efficace contro la difterite è la vaccinazione. Il vaccino contiene la tossina batterica resa innocua, chiamata anatossina, capace di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi protettivi senza provocare la malattia. Viene generalmente somministrato in combinazione con i vaccini contro tetano e pertosse.
Il calendario vaccinale italiano prevede un ciclo di base durante il primo anno di vita, seguito dai richiami durante l’infanzia e l’adolescenza. In età adulta è raccomandato un richiamo contro difterite, tetano e pertosse ogni dieci anni. La vaccinazione dTpa è inoltre raccomandata durante ogni gravidanza, secondo le indicazioni del calendario vaccinale nazionale.
Aver ricevuto il vaccino durante l’infanzia non significa quindi essere protetti per tutta la vita: è importante verificare anche la regolarità dei richiami.
Controlla il tuo stato vaccinale
Non ricordi quando hai effettuato l’ultimo richiamo? Consulta il tuo certificato vaccinale e chiedi consiglio al medico, al servizio vaccinale o al farmacista.
La prevenzione comincia dall’informazione: controlla oggi la tua situazione vaccinale e verifica se è arrivato il momento di effettuare il richiamo contro difterite, tetano e pertosse.
Nota: questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo e non sostituisce il parere del medico. In presenza di sintomi sospetti o dopo un possibile contatto con una persona infetta, è necessario rivolgersi tempestivamente a un professionista sanitario.
